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lunedì 16 dicembre 2013

Pasta ... a little history and then enjoy !!!



Its genesis is very old, certainly noble, but apart from the curiosity collectors, a dip in this theme is a must. Since 1200, when Marco Polo visited the Kingdom of Fansur found a strange plant with a trunk full of flour and learned the use of powder or ground to produce food. More, already in the Neolithic and Roman times (Horace told about the Apicius’ lasagna), pasta obtained by disintegration of grains, preserved and dried, was common and in use among the people of the Roman Empire. It is here that come the Arab people. The traditional hypothesis that triggered the competition for the invention of pasta in the Mediterranean basin states that the Arabs, a nomad people, sharpening the wits to find non-perishable food cause their movements, perfected drying pasta. Similarly, from the Andes to Tibet, nomads and sedentary peoples used local plants to produce edible flour. “Pasta” is a concept common to all humanity, for us it is not essential to know where and how it was born, but we like to believe that belongings to us !
Pasta is divided into conventionally dried pasta, fresh and stuffed with eggs or without eggs, classic or colorful and which are evaluated various elements: the production (homemade or industrial), the format (long or short), the roughness, the consistency and durability of cooking.
The addition of sauces, meat sauce, béchamel or another enhances the flavor, making the dish greatly appreciated.

La pasta ... un pò di storia e poi ... a tavola !!!



La sua genesi è molto antica, sicuramente nobile, ma a parte le curiosità da collezionisti, un tuffo in questo tema è d’obbligo. Fin dal 1200, quando Marco Polo visitando il Regno di Fansur trovò una strana pianta con il tronco pieno di farina, si venne a conoscenza dell’utilizzo di polveri o macinati per produrre cibo. Venne poi alla luce che già nel neolitico ed in epoca romana ( Orazio raccontava delle lasagne di Apicio), la pasta ottenuta dallo sbriciolamento dei chicchi di grano, conservata ed essiccata,  veniva commercializzata nei possedimenti dell’impero. Ed è qui che entrano in gioco gli Arabi… L’ipotesi più tradizionale e che ha innescato la competizione per  l’invenzione della pasta nel bacino mediterraneo, sostiene che gli Arabi, popolo nomade, aguzzando l’ingegno per trovare derrate non deperibili nell’arco dei loro spostamenti, perfezionarono l’essicazione della pasta. Analogamente, dalle Ande al Tibet, nomadi e stanziali utilizzavano frutti e chicchi di piante locali commestibili per produrre farine.                                                  
Quella della pasta è una nozione culinaria comune all’intera umanità, per noi non è  indispensabile sapere dove e come è nata, ma ci piace credere che sia roba di casa nostra !!!
La pasta convenzionalmente si distingue in pasta secca, fresca e ripiena, all’uovo o senza uova, classica o colorata e della quale si valutano vari elementi: la produzione (casalinga o industriale), il formato (lungo o corto), la ruvidezza, la consistenza e la tenuta di cottura.
L’aggiunta di sughi, salse, ragù, besciamelle o altro ne esalta il sapore, rendendo la pietanza particolarmente apprezzata .

domenica 15 dicembre 2013

Pomeriggio ai fornelli: un dolce passatempo



Cosa c'è di meglio che passare un freddo pomeriggio d'inverno tra dolci e golosità ?
Una ricetta tradizionale, pochi ingredienti ed un solo strumento : il mattarello.
Tagliatelle dolci fritte dolce tipico di Bologna
500 gr di farina - 100 gr di zucchero semolato - 50 gr di burro - 3 uova - scorza grattugiata di 1 limone - 2 manciate di zucchero -  olio di semi per friggere

Per la pasta: fate la fontana con la farina, mettetevi al centro lo zucchero, il burro e le uova ed impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Stendere l'impasto sottile usando il mattarello. Cospargere la sfoglia con zucchero misto alla buccia di limone tritata fine e arrotolarla su se stessa come per fare le tagliatelle.
Tagliare a fette larghe 1-2 cm (senza srotolarle) e friggerle in abbondante olio bollente, togliendole quando sono dorate. Scolarle su carta assorbente, farle raffreddare e servire.

E per assaggiarle anche a colazione:Antica Dimora Patrizia di Montecarlo - Lucca